I dolori della diplomazia Usa

Hillary Clinton è il politico americano che, nel marzo del 2006, accompagnò il premier Berlusconi nel suo debutto al Congresso a Washington. Oggi il capo della diplomazia americana, colpita negli stinchi dal sito “spiffera tutto” di Julian Assange è colei che ribadisce stima e amicizia all’Italia: «Da Berlusconi è arrivato un coerente sostegno a tre presidenti degli Stati Uniti, e noi non abbiamo un amico migliore di Berlusconi». Probabilmente sono vere entrambe le versioni, sia quella ufficiale della Clinton che quella ufficiosa degli uomini del dipartimento di Stato. Il premier è uno e trino anche sul palcoscenico internazionale. Ma è comunque in buona compagnia, perché durante la prima repubblica i dubbi dei calvinisti di Foggy Bottom non erano sullo stile di vita personale o sull’efficacia della leadership, ma su principi più elementari. È nota, ad esempio, la considerazione che il presidente Richard Nixon aveva per la classe politica nazionale. Si domandava se fosse possibile trovare un «governante onesto» nello Stivale. (clicca su immagine per leggere l’articolo)

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