Incomprensioni pericolose

Vista dal Maghreb, la strage di Parigi è terribile e complessa allo stesso tempo. Segno di una grande debolezza militare del califfato, ma anche della incapacità di capire dell’Occidente

Baiji liberata nel Nord Iraq, poi Sinjiar la città snodo verso Raqqa, Ramadi in procinto di cadere (riconquistata dalle forze irachene il 16 novembre), Mosul praticamente isolata dalla Siria e dall’Anbar. Era naturale che SI (Stato Islamico, questo il nome ufficiale, anche se i media europei continuano a chiamarlo Isis, ndr) reagisse, per cercare di riprendere fiato, non perdere l’iniziativa e il centro della scena sul piano dell’immagine. La bestia ha dato una zampata. Nessuna sorpresa quindi nel primo attentato nel quartiere sciita di Beirut. Chi è stato sul campo sa quanto contino le milizie sciite per la sconfitta del Callifato. Perché poi è arrivato il colpo alla Francia, di nuovo? Io non spenderei troppo tempo in analisi cavillose. I motivi potrebbero essere molto semplici. Il primo è che con l’attacco a Charlie Hebdo si è avuta la chiara impressione di quanto le società moderne e democratiche abbiano pochi mezzi per difendersi da questo tipo di azioni terroristiche. È stato “facile” la prima volta, si riprova anche la seconda. Del resto sono mesi che il tam-tam sui social legati allo jihadismo combattente è «scegliete obiettivi facili», basta fare un numero adeguato di vittime. Alcune tare “ideologiche” dell’intelligence occidentale, limiti oggettivi degli apparati di sicurezza e la fragilità intrinseca delle nostre società “aperte”, hanno fatto il resto. Si comprendono male i meccanismi comportamentali dei musulmani, si sottovaluta il potenziale distruttivo perché si usano dei canoni sbagliati di valutazione del potere “militare” di questi gruppi, organizzati o auto-organizzati. Soprattutto sfugge il funzionamento della macchina del consenso tra i musulmani “arrabbiati” e non. Meccanismi differenti, per certi aspetti, rispetto a quelli occidentali. Quindi può capitare di sottovalutare un elemento, un personaggio, un piano. Un problema complesso che ha origine nella fase di analisi e studio. Negli atenei il mondo arabo-musulmano è studiato in maniera sicuramente metodica e approfondita, ma a volte “inutile” (…)

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